{"id":67,"date":"2026-07-14T22:40:23","date_gmt":"2026-07-14T22:40:23","guid":{"rendered":"https:\/\/griscioli.org\/?p=67"},"modified":"2026-07-14T22:59:48","modified_gmt":"2026-07-14T22:59:48","slug":"lagricoltore-come-custode-dellambiente-funzioni-ecologiche-responsabilita-territoriali-e-strumenti-di-politica-agricola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/griscioli.org\/?p=67","title":{"rendered":"L\u2019agricoltore come custode dell\u2019ambiente: funzioni ecologiche, responsabilit\u00e0 territoriali e strumenti di politica agricola"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/griscioli.org\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/GRISCIOLI-FARM_The-Farmer-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-74\" srcset=\"https:\/\/griscioli.org\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/GRISCIOLI-FARM_The-Farmer-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/griscioli.org\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/GRISCIOLI-FARM_The-Farmer-300x169.jpg 300w, https:\/\/griscioli.org\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/GRISCIOLI-FARM_The-Farmer-768x432.jpg 768w, https:\/\/griscioli.org\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/GRISCIOLI-FARM_The-Farmer-1536x865.jpg 1536w, https:\/\/griscioli.org\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/GRISCIOLI-FARM_The-Farmer-2048x1153.jpg 2048w, https:\/\/griscioli.org\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/GRISCIOLI-FARM_The-Farmer-1920x1080.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Abstract<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019agricoltura intrattiene con l\u2019ambiente una relazione di reciproca dipendenza. Da un lato, la produzione alimentare necessita di suoli fertili, acqua disponibile, biodiversit\u00e0, impollinazione e stabilit\u00e0 climatica; dall\u2019altro, le pratiche agricole modificano profondamente tali risorse, contribuendo alla loro conservazione oppure al loro degrado. In questo contesto si colloca la figura dell\u2019agricoltore come custode dell\u2019ambiente, intesa non come definizione simbolica, ma come funzione concreta di gestione responsabile del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il presente contributo, sviluppato attraverso una revisione narrativa della letteratura scientifica, analizza il ruolo dell\u2019agricoltore nella tutela del suolo, dell\u2019acqua, della biodiversit\u00e0, del paesaggio e dei servizi ecosistemici. Vengono inoltre esaminati i fattori economici, culturali e istituzionali che possono favorire o ostacolare l\u2019adozione di pratiche sostenibili. L\u2019analisi evidenzia che la custodia ambientale non deriva automaticamente dall\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 agricola, ma richiede conoscenze specifiche, capacit\u00e0 operative, sostenibilit\u00e0 economica, collaborazione territoriale e sistemi adeguati di monitoraggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019articolo propone quindi una concezione dell\u2019agricoltore-custode come soggetto inserito in un sistema di responsabilit\u00e0 condivise, nel quale politiche pubbliche, filiere agroalimentari, ricerca scientifica e comunit\u00e0 locali concorrono alla produzione di beni ambientali collettivi. La tutela dell\u2019ambiente agricolo non pu\u00f2 infatti essere attribuita esclusivamente alla volont\u00e0 individuale dell\u2019imprenditore, ma deve essere sostenuta attraverso incentivi coerenti, assistenza tecnica e riconoscimento economico dei servizi ecosistemici generati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Parole chiave:<\/strong>&nbsp;agricoltura sostenibile; custodia ambientale; servizi ecosistemici; biodiversit\u00e0; suolo; paesaggio rurale; politica agricola comune.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1. Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019agricoltura rappresenta una delle forme pi\u00f9 antiche e profonde di trasformazione dell\u2019ambiente naturale. Attraverso la coltivazione, l\u2019allevamento, l\u2019irrigazione e la sistemazione dei terreni, le societ\u00e0 umane hanno modificato il paesaggio, selezionato specie vegetali e animali e costruito sistemi produttivi indispensabili alla propria sopravvivenza. Questa trasformazione non ha tuttavia prodotto effetti uniformi. In alcuni contesti l\u2019attivit\u00e0 agricola ha contribuito alla formazione di paesaggi complessi, alla conservazione di variet\u00e0 locali e al mantenimento di habitat seminaturali; in altri ha determinato erosione, perdita di biodiversit\u00e0, contaminazione delle acque e impoverimento della fertilit\u00e0 del suolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crescente attenzione verso il cambiamento climatico, il degrado delle risorse naturali e la sicurezza alimentare ha riportato al centro del dibattito il rapporto tra produzione agricola e protezione dell\u2019ambiente. Non appare pi\u00f9 sufficiente valutare l\u2019efficienza di un\u2019azienda esclusivamente attraverso la quantit\u00e0 di prodotto ottenuta. Diventa necessario considerare anche il modo in cui tale produzione incide sul suolo, sull\u2019acqua, sull\u2019atmosfera, sulla biodiversit\u00e0 e sulla stabilit\u00e0 del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019interno di questa prospettiva si \u00e8 progressivamente affermata la figura dell\u2019\u201cagricoltore custode\u201d. L\u2019espressione richiama l\u2019idea che chi coltiva la terra non sia soltanto un produttore di beni destinati al mercato, ma anche un gestore di risorse naturali e un responsabile della continuit\u00e0 ecologica del territorio rurale. La custodia non coincide per\u00f2 con una generica vicinanza alla natura n\u00e9 con una rappresentazione idealizzata della vita agricola. Essa implica comportamenti osservabili, competenze tecniche, capacit\u00e0 di prevenire il degrado e disponibilit\u00e0 a integrare gli obiettivi produttivi con quelli ambientali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione principale affrontata in questo articolo pu\u00f2 essere formulata nei seguenti termini:&nbsp;<strong>a quali condizioni l\u2019agricoltore pu\u00f2 essere considerato un effettivo custode dell\u2019ambiente?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tesi sostenuta \u00e8 che tale funzione non derivi automaticamente dalla propriet\u00e0 o dalla gestione della terra. L\u2019agricoltore diviene custode quando organizza l\u2019attivit\u00e0 produttiva in modo da conservare nel tempo le risorse ecologiche dalle quali dipende l\u2019azienda e quando dispone delle condizioni economiche, conoscitive e istituzionali necessarie per farlo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2. Metodo e obiettivi dell\u2019analisi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il contributo assume la forma di una revisione narrativa critica. Sono stati considerati studi scientifici relativi alla biodiversit\u00e0 agricola, alla conservazione del suolo, ai servizi ecosistemici, alla diversificazione colturale, ai comportamenti degli agricoltori e agli strumenti delle politiche agroambientali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo non \u00e8 individuare una singola pratica universalmente valida, poich\u00e9 l\u2019efficacia delle misure ambientali varia in funzione del clima, del suolo, dell\u2019ordinamento produttivo e della struttura del paesaggio. L\u2019analisi intende invece mettere in relazione tre dimensioni:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>le decisioni adottate all\u2019interno dell\u2019azienda;<\/li>\n\n\n\n<li>gli effetti ambientali prodotti a scala aziendale e territoriale;<\/li>\n\n\n\n<li>le condizioni economiche e istituzionali che rendono possibile la continuit\u00e0 delle pratiche sostenibili.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su questa base viene proposta una lettura della custodia agricola fondata su cinque elementi: competenza ecologica, capacit\u00e0 operativa, sostenibilit\u00e0 economica, cooperazione territoriale e verificabilit\u00e0 dei risultati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3. L\u2019agricoltura tra produzione economica e produzione di beni collettivi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attivit\u00e0 agricola genera beni destinati al mercato, come alimenti, fibre e materie prime, ma produce anche effetti che interessano l\u2019intera collettivit\u00e0. La conservazione di un paesaggio rurale, la protezione di una falda, la riduzione dell\u2019erosione o il mantenimento degli habitat per gli impollinatori costituiscono benefici che si estendono oltre i confini dell\u2019azienda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tali benefici possono essere interpretati come servizi ecosistemici, cio\u00e8 come contributi forniti dagli ecosistemi al benessere umano. In agricoltura essi comprendono, tra gli altri, la fertilit\u00e0 del suolo, l\u2019impollinazione, la regolazione idrica, il controllo biologico degli organismi dannosi, la conservazione del carbonio e il valore culturale del paesaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema principale consiste nel fatto che molti di questi servizi non possiedono un prezzo di mercato direttamente riconoscibile. L\u2019agricoltore che mantiene una siepe, riduce l\u2019erosione o conserva una variet\u00e0 locale sostiene costi e impiega risorse, mentre i benefici prodotti vengono distribuiti su un insieme pi\u00f9 ampio di soggetti. Al contrario, alcune pratiche capaci di generare un vantaggio economico immediato possono produrre conseguenze ambientali i cui costi vengono sostenuti dalla collettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si crea cos\u00ec una possibile divergenza tra convenienza privata e interesse pubblico. Da questa constatazione deriva la necessit\u00e0 di evitare una visione moralistica della custodia ambientale. Non \u00e8 sufficiente chiedere all\u2019agricoltore di proteggere la natura facendo leva esclusivamente sul senso di responsabilit\u00e0 individuale. La produzione di beni ambientali richiede lavoro, capitale, conoscenze e assunzione di rischi; deve quindi essere riconosciuta e sostenuta attraverso politiche adeguate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Politica agricola comune dell\u2019Unione europea ha progressivamente integrato obiettivi relativi al clima, alla biodiversit\u00e0, alla tutela delle risorse naturali e al paesaggio. Gli interventi agro-climatico-ambientali e gli eco-schemi mirano a compensare gli agricoltori che adottano pratiche capaci di generare benefici collettivi. Tale impostazione riconosce implicitamente che la custodia del territorio costituisce una funzione produttiva aggiuntiva, anche quando i risultati non assumono la forma di beni direttamente vendibili.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">4. La custodia del suolo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suolo rappresenta il fondamento fisico e biologico dell\u2019attivit\u00e0 agricola. La sua qualit\u00e0 dipende dalla struttura, dal contenuto di sostanza organica, dalla capacit\u00e0 di trattenere acqua, dall\u2019attivit\u00e0 degli organismi viventi e dall\u2019equilibrio degli elementi nutritivi. Considerarlo come un semplice supporto inerte significa trascurare i processi che rendono possibile la produzione nel lungo periodo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una gestione orientata alla custodia deve quindi superare la valutazione basata esclusivamente sulla resa annuale. Un aumento produttivo ottenuto attraverso pratiche che riducono progressivamente la fertilit\u00e0, accentuano la compattazione o favoriscono l\u2019erosione non pu\u00f2 essere considerato pienamente efficiente. L\u2019efficienza agricola deve comprendere anche la capacit\u00e0 di mantenere la funzionalit\u00e0 del terreno per le generazioni successive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le pratiche maggiormente studiate rientrano le colture di copertura, la diversificazione delle rotazioni, il mantenimento dei residui colturali, la riduzione delle lavorazioni e l\u2019apporto di sostanza organica. Le colture di copertura possono limitare i periodi durante i quali il suolo rimane esposto, contribuire alla riduzione dell\u2019erosione, recuperare elementi nutritivi e aumentare l\u2019attivit\u00e0 biologica. Blanco-Canqui et al. (2015) evidenziano come tali colture possano offrire diversi servizi ecosistemici nei sistemi agricoli temperati, pur con risultati variabili in relazione alle specie utilizzate e alle condizioni pedoclimatiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poeplau e Don (2015), attraverso una meta-analisi, hanno inoltre rilevato il potenziale delle colture di copertura nell\u2019incremento del carbonio organico del suolo. Il risultato non deve tuttavia essere interpretato come automatico: la quantit\u00e0 di carbonio accumulata dipende dalla durata dell\u2019intervento, dalla biomassa prodotta, dal clima e dalle modalit\u00e0 di gestione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Considerazioni analoghe valgono per la riduzione o l\u2019eliminazione delle lavorazioni. Pittelkow et al. (2015) hanno mostrato che la non lavorazione, applicata isolatamente, pu\u00f2 comportare in alcune condizioni una riduzione delle rese. I risultati risultano generalmente pi\u00f9 favorevoli quando essa viene inserita in un sistema pi\u00f9 ampio, comprendente rotazioni, copertura del suolo e gestione dei residui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La letteratura suggerisce quindi che non esista una tecnica capace di garantire da sola la conservazione del suolo. La custodia richiede una combinazione di pratiche adattate alle caratteristiche dell\u2019azienda. L\u2019agricoltore-custode non applica meccanicamente un protocollo, ma osserva le risposte del terreno, valuta gli effetti e modifica le proprie scelte in funzione dei risultati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">5. Biodiversit\u00e0, impollinazione e controllo biologico<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La biodiversit\u00e0 agricola comprende le specie coltivate, le variet\u00e0 locali, le razze animali, la vegetazione spontanea, gli organismi del suolo, gli impollinatori e i predatori naturali. Essa non coincide soltanto con il numero delle specie presenti, ma comprende le relazioni ecologiche che contribuiscono alla stabilit\u00e0 e alla capacit\u00e0 di adattamento dell\u2019agroecosistema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La semplificazione del paesaggio e la diffusione di ordinamenti produttivi poco diversificati possono ridurre gli habitat, le fonti alimentari e gli spazi di rifugio disponibili per numerosi organismi. Al contrario, la presenza di rotazioni articolate, colture intercalari, siepi, fasce fiorite, prati, filari e aree seminaturali pu\u00f2 favorire la biodiversit\u00e0 e sostenere alcune funzioni utili alla produzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tamburini et al. (2020), attraverso una meta-analisi, hanno evidenziato che la diversificazione agricola pu\u00f2 migliorare contemporaneamente la biodiversit\u00e0, l\u2019impollinazione, il controllo biologico, la fertilit\u00e0 del suolo e la regolazione idrica, senza determinare necessariamente una riduzione delle rese. Il dato \u00e8 particolarmente rilevante perch\u00e9 mette in discussione l\u2019idea secondo cui la tutela ambientale debba sempre comportare un sacrificio produttivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La diversificazione deve tuttavia essere progettata in funzione del contesto. Non \u00e8 sufficiente aumentare formalmente il numero delle colture se esse non producono una reale differenziazione ecologica o se la loro gestione rimane fortemente dipendente da input esterni. Il valore ambientale dipende dalla successione temporale, dalla copertura del terreno, dalla complementarit\u00e0 tra specie e dalla presenza di habitat non coltivati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un caso particolarmente significativo riguarda gli impollinatori. Garibaldi et al. (2013) hanno mostrato che gli insetti impollinatori selvatici possono incrementare l\u2019allegagione delle colture anche in presenza di api allevate. Questo risultato dimostra che gli impollinatori gestiti non sostituiscono integralmente la diversit\u00e0 degli insetti selvatici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tutela degli impollinatori richiede la riduzione delle pressioni chimiche, la presenza di fioriture distribuite nel corso dell\u2019anno e la conservazione di siti di nidificazione. Analogamente, il controllo biologico dei parassiti pu\u00f2 essere favorito dalla presenza di predatori e parassitoidi naturali, ma dipende dalla struttura complessiva del paesaggio e non soltanto dalla gestione del singolo appezzamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La custodia della biodiversit\u00e0 possiede pertanto una dimensione inevitabilmente territoriale. Molte specie attraversano i confini delle aziende e necessitano di habitat collegati tra loro. Gli interventi realizzati da un solo agricoltore possono produrre benefici importanti, ma risultano pi\u00f9 efficaci quando vengono coordinati con quelli delle aziende confinanti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">6. La gestione dell\u2019acqua e la protezione del territorio<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019acqua costituisce una risorsa essenziale per l\u2019agricoltura e, allo stesso tempo, uno dei principali mezzi attraverso i quali gli effetti delle pratiche agricole si propagano nell\u2019ambiente. Fertilizzanti, prodotti fitosanitari e particelle di suolo possono essere trasportati dal ruscellamento e raggiungere corsi d\u2019acqua, laghi e falde.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La custodia dell\u2019acqua richiede una gestione integrata. L\u2019efficienza dei sistemi irrigui rappresenta un elemento importante, ma non sufficiente. Deve essere accompagnata dalla scelta di colture compatibili con la disponibilit\u00e0 idrica, dalla corretta programmazione degli interventi, dal monitoraggio dell\u2019umidit\u00e0 del suolo e dalla protezione delle zone vulnerabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le fasce tampone vegetate, i margini erbosi, le sistemazioni idraulico-agrarie e il mantenimento della copertura del terreno possono ridurre il trasporto di sedimenti e nutrienti. La loro efficacia dipende per\u00f2 dalla posizione, dalla dimensione e dalle caratteristiche del bacino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bullock et al. (2021), attraverso un esperimento condotto a scala aziendale, hanno mostrato che differenti interventi agroambientali producono benefici diversi. Margini fioriti, prati, stagni e terreni lasciati a riposo non offrono gli stessi servizi e non sono sempre intercambiabili. Da ci\u00f2 deriva che la gestione ambientale dovrebbe basarsi su combinazioni di misure, evitando di attribuire a un singolo intervento la capacit\u00e0 di risolvere contemporaneamente tutti i problemi ecologici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019agricoltore-custode assume inoltre un ruolo rilevante nella prevenzione del dissesto idrogeologico. La manutenzione dei terrazzamenti, dei canali, dei fossi e delle sistemazioni tradizionali pu\u00f2 contribuire alla stabilit\u00e0 dei versanti e alla regolazione del deflusso. Tali attivit\u00e0 richiedono tuttavia un notevole impiego di lavoro e non sempre generano un ritorno economico diretto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tutela del territorio non pu\u00f2 quindi dipendere esclusivamente dall\u2019iniziativa individuale. \u00c8 necessario un coordinamento tra aziende, consorzi, amministrazioni locali e autorit\u00e0 di bacino, poich\u00e9 l\u2019acqua si muove secondo confini naturali che non coincidono con quelli delle singole propriet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">7. Agricoltura, clima e paesaggio<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019agricoltura \u00e8 contemporaneamente esposta agli effetti del cambiamento climatico e coinvolta nella produzione di emissioni climalteranti. Temperature elevate, siccit\u00e0, eventi meteorologici estremi e alterazione dei cicli stagionali incidono sulle rese e aumentano l\u2019incertezza produttiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La funzione di custodia comprende quindi sia interventi di mitigazione sia strategie di adattamento. L\u2019aumento della sostanza organica, l\u2019agroforestazione, la gestione dei prati permanenti, la fertilizzazione efficiente e la riduzione delle perdite possono contribuire alla diminuzione delle emissioni o all\u2019accumulo di carbonio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 tuttavia necessario evitare valutazioni semplicistiche. L\u2019aumento del carbonio nel suolo pu\u00f2 essere reversibile e non sempre compensa le emissioni prodotte in altre fasi del ciclo agricolo. Inoltre, una pratica capace di migliorare un indicatore pu\u00f2 produrre effetti sfavorevoli su altri. La valutazione deve quindi considerare l\u2019intero sistema produttivo e un orizzonte temporale sufficientemente lungo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paesaggio rurale rappresenta l\u2019espressione visibile dell\u2019interazione tra attivit\u00e0 agricola, ambiente e storia locale. Siepi, filari, terrazzamenti, muretti, canali, pascoli e colture permanenti non svolgono soltanto una funzione estetica. Possono contribuire alla regolazione delle acque, alla protezione del suolo, alla conservazione degli habitat e alla trasmissione dell\u2019identit\u00e0 culturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La manutenzione del paesaggio costituisce quindi una componente della custodia. Anche in questo caso, per\u00f2, il valore prodotto non viene necessariamente riconosciuto dal mercato. L\u2019agricoltore pu\u00f2 sostenere costi elevati per conservare strutture territoriali delle quali beneficia l\u2019intera comunit\u00e0. Il sostegno pubblico appare pertanto giustificato quando remunera attivit\u00e0 reali e risultati verificabili.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">8. Motivazioni, conoscenze e capacit\u00e0 dell\u2019agricoltore<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019adozione di pratiche sostenibili non dipende esclusivamente dall\u2019esistenza di un incentivo economico. Le decisioni degli agricoltori sono influenzate anche dall\u2019esperienza, dalla percezione del rischio, dalle norme sociali, dalla fiducia nelle istituzioni e dall\u2019identit\u00e0 professionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mills et al. (2017) distinguono opportunamente tra volont\u00e0 e capacit\u00e0 di adottare comportamenti favorevoli all\u2019ambiente. Un agricoltore pu\u00f2 riconoscere l\u2019importanza della biodiversit\u00e0, ma non disporre delle risorse economiche, della manodopera o delle conoscenze necessarie. Al contrario, pu\u00f2 avere mezzi adeguati senza considerare la tutela ambientale una priorit\u00e0 coerente con la propria concezione dell\u2019attivit\u00e0 agricola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dessart et al. (2019) sottolineano come i comportamenti sostenibili siano condizionati da fattori cognitivi, sociali e disposizionali. La comunicazione tecnica risulta poco efficace quando non affronta le preoccupazioni relative al rischio produttivo, alla complessit\u00e0 burocratica o all\u2019incertezza dei risultati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019assistenza tecnica dovrebbe quindi superare un modello puramente trasmissivo. Non si tratta soltanto di comunicare una serie di pratiche considerate corrette, ma di costruire percorsi di apprendimento nei quali l\u2019agricoltore possa osservare, sperimentare e adattare le innovazioni alle caratteristiche aziendali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Particolarmente importante \u00e8 il confronto tra pari. Gli agricoltori attribuiscono spesso maggiore credibilit\u00e0 alle esperienze realizzate da aziende con condizioni simili alle proprie. Campi dimostrativi, gruppi di cooperazione e reti territoriali possono ridurre la percezione del rischio e favorire la diffusione delle innovazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Klebl et al. (2024) hanno inoltre evidenziato che il modo in cui gli agricoltori attribuiscono valore alla biodiversit\u00e0 influenza le strategie di gestione. Chi considera la biodiversit\u00e0 prevalentemente per la sua utilit\u00e0 produttiva pu\u00f2 privilegiare interventi orientati a specifiche funzioni. Chi le riconosce un valore pi\u00f9 ampio pu\u00f2 mostrare maggiore disponibilit\u00e0 verso approcci integrati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi risultati mostrano che non esiste un\u2019unica categoria di agricoltore. Le imprese differiscono per dimensione, struttura produttiva, accesso al credito, disponibilit\u00e0 di lavoro, formazione, et\u00e0 del conduttore e rapporto con il mercato. Le politiche ambientali devono quindi essere sufficientemente flessibili da rispondere a situazioni differenti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">9. La sostenibilit\u00e0 economica della custodia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tutela dell\u2019ambiente deve essere compatibile con la continuit\u00e0 economica dell\u2019impresa. Una pratica che genera perdite costanti o espone l\u2019azienda a rischi non sostenibili difficilmente sar\u00e0 mantenuta nel lungo periodo, anche quando l\u2019agricoltore ne riconosce il valore ecologico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La remunerazione della custodia pu\u00f2 assumere forme diverse. I pagamenti pubblici possono compensare i costi aggiuntivi e i mancati ricavi; le certificazioni e i marchi possono consentire il riconoscimento di un prezzo pi\u00f9 elevato; i contratti di filiera possono garantire maggiore stabilit\u00e0; la riduzione degli input pu\u00f2 migliorare i margini economici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni strumento presenta per\u00f2 dei limiti. Gli incentivi pubblici possono favorire comportamenti temporanei, abbandonati al termine del periodo di sostegno. Le certificazioni possono aumentare gli oneri amministrativi e non sempre garantiscono una redistribuzione equa del valore. La riduzione degli input pu\u00f2 richiedere una fase di transizione durante la quale aumentano l\u2019incertezza e il bisogno di assistenza tecnica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una politica efficace dovrebbe offrire stabilit\u00e0 nel tempo, procedure proporzionate, consulenza qualificata e pagamenti coerenti con le condizioni territoriali. Dovrebbe inoltre evitare di attribuire interamente all\u2019agricoltore il rischio derivante da fattori esterni, come eventi climatici estremi o variazioni dei mercati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La custodia non deve essere considerata un\u2019attivit\u00e0 aggiuntiva e gratuita rispetto alla produzione. Essa costituisce una forma di lavoro che genera beni pubblici. Chiedere agli agricoltori di produrre tali beni senza una remunerazione adeguata significa trasferire su di loro il costo di obiettivi appartenenti all\u2019intera societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">10. L\u2019agricoltore custode nell\u2019ordinamento italiano<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia la legge 1\u00b0 dicembre 2015, n. 194, ha riconosciuto la figura degli agricoltori e degli allevatori custodi nell\u2019ambito della tutela della biodiversit\u00e0 di interesse agricolo e alimentare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La normativa attribuisce particolare importanza alla conservazione in situ e on farm delle risorse genetiche locali soggette a rischio di estinzione o erosione genetica. L\u2019agricoltore custode contribuisce al mantenimento di variet\u00e0 vegetali e razze animali strettamente legate ai territori, alle pratiche produttive e alle tradizioni alimentari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa funzione non pu\u00f2 essere sostituita integralmente dalla conservazione realizzata nelle banche genetiche. Quando una variet\u00e0 continua a essere coltivata nel proprio ambiente, rimane inserita in un processo di adattamento dinamico e conserva il legame con le conoscenze pratiche delle comunit\u00e0 locali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il riconoscimento giuridico italiano si concentra principalmente sull\u2019agrobiodiversit\u00e0. La nozione pi\u00f9 ampia di agricoltore come custode dell\u2019ambiente comprende invece anche la protezione del suolo, dell\u2019acqua, degli habitat, del paesaggio e del clima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 quindi opportuno distinguere tra la figura formalmente prevista dalla legge e il concetto generale di custodia ambientale. Un agricoltore pu\u00f2 conservare una variet\u00e0 locale senza adottare necessariamente una gestione sostenibile di tutte le altre risorse. Allo stesso modo, un\u2019impresa pu\u00f2 svolgere importanti funzioni ambientali senza rientrare formalmente nella categoria prevista dalla normativa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">11. Criticit\u00e0 del concetto di agricoltore-custode<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nozione di custodia ambientale presenta alcune criticit\u00e0 che devono essere considerate per evitare interpretazioni retoriche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima riguarda il rischio di idealizzare l\u2019agricoltura. Non tutte le pratiche tradizionali sono necessariamente sostenibili e non tutte le tecnologie moderne producono effetti negativi. La valutazione deve basarsi sugli impatti effettivi e non sull\u2019immagine culturale associata a una determinata tecnica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda criticit\u00e0 consiste nel trasferimento eccessivo della responsabilit\u00e0 sul singolo agricoltore. Le decisioni aziendali sono influenzate dai prezzi, dai contratti, dalla distribuzione del valore lungo la filiera, dall\u2019accesso al credito e dalla domanda dei consumatori. Non \u00e8 realistico chiedere una trasformazione ambientale profonda senza intervenire sulle condizioni economiche che orientano la produzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La terza riguarda il rischio di greenwashing. Attribuire a un\u2019impresa o a un prodotto la qualifica di \u201ccustode dell\u2019ambiente\u201d senza indicatori precisi pu\u00f2 trasformare il concetto in uno strumento esclusivamente promozionale. La custodia deve essere collegata a risultati osservabili e verificabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La quarta criticit\u00e0 riguarda la frammentazione degli interventi. Una fascia fiorita, una siepe o una coltura di copertura possono produrre benefici, ma non compensano automaticamente tutte le pressioni generate dal sistema aziendale. \u00c8 necessario valutare l\u2019insieme delle pratiche e i loro effetti cumulativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, la gestione agricola comporta inevitabilmente compromessi. La massimizzazione della produzione, la tutela della biodiversit\u00e0, la riduzione delle emissioni e la stabilit\u00e0 del reddito non sono sempre perfettamente compatibili. La custodia non elimina tali conflitti, ma richiede che essi vengano riconosciuti e gestiti in modo trasparente.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">12. Un modello basato su cinque condizioni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019analisi della letteratura emerge che la custodia ambientale pu\u00f2 essere interpretata attraverso cinque condizioni fondamentali.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">12.1 Competenza ecologica<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019agricoltore deve conoscere i processi che regolano il proprio agroecosistema. Ci\u00f2 comprende la struttura del suolo, il ciclo dell\u2019acqua, le relazioni tra colture e organismi, la presenza di habitat e gli effetti delle pratiche adottate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La competenza ecologica nasce dall\u2019incontro tra sapere scientifico ed esperienza locale. L\u2019osservazione accumulata nel tempo pu\u00f2 offrire informazioni preziose, ma deve essere integrata con strumenti tecnici e conoscenze aggiornate.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">12.2 Capacit\u00e0 operativa<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La volont\u00e0 di proteggere l\u2019ambiente deve essere accompagnata dalla possibilit\u00e0 concreta di agire. Sono necessari risorse finanziarie, manodopera, macchinari adeguati, assistenza tecnica e accesso alle informazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza capacit\u00e0 operativa, la custodia rischia di ridursi a un ideale privo di applicazione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">12.3 Sostenibilit\u00e0 economica<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le pratiche ambientali devono essere compatibili con il reddito dell\u2019impresa. I costi associati alla produzione di beni pubblici non possono ricadere esclusivamente sull\u2019agricoltore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sostenibilit\u00e0 economica pu\u00f2 essere sostenuta attraverso incentivi, premi di mercato, contratti di filiera, riduzione dei costi e pagamenti per servizi ecosistemici.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">12.4 Cooperazione territoriale<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti processi ambientali superano i confini aziendali. L\u2019acqua, la fauna, gli impollinatori e i flussi ecologici attraversano propriet\u00e0 differenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La custodia diviene quindi pi\u00f9 efficace quando le aziende collaborano tra loro e con enti locali, consorzi, associazioni e istituzioni scientifiche.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">12.5 Verificabilit\u00e0 dei risultati<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La custodia deve essere dimostrabile attraverso indicatori coerenti con gli obiettivi perseguiti. Tra questi possono rientrare la copertura del suolo, la sostanza organica, la qualit\u00e0 delle acque, la presenza di habitat, la diversit\u00e0 delle colture e la riduzione degli input.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il monitoraggio non dovrebbe avere una funzione esclusivamente sanzionatoria. Deve servire anche a comprendere gli effetti delle pratiche, correggere gli errori e migliorare progressivamente la gestione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La custodia effettiva pu\u00f2 quindi essere rappresentata come il risultato dell\u2019interazione tra:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>conoscenza ecologica, capacit\u00e0 di intervento, stabilit\u00e0 economica, cooperazione territoriale e verifica dei risultati.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019assenza di una di queste condizioni pu\u00f2 compromettere l\u2019intero processo. Una forte motivazione priva di sostegno economico pu\u00f2 condurre all\u2019abbandono delle pratiche; un incentivo privo di competenza pu\u00f2 finanziare azioni poco efficaci; un intervento aziendale isolato pu\u00f2 produrre risultati limitati; un sistema di monitoraggio troppo burocratico pu\u00f2 scoraggiare la partecipazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">13. Discussione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019agricoltore-custode non dovrebbe essere considerato una figura alternativa rispetto all\u2019agricoltore-produttore. La produzione e la tutela dell\u2019ambiente non costituiscono necessariamente attivit\u00e0 separate. Nel lungo periodo, la conservazione delle risorse naturali rappresenta una condizione della stessa continuit\u00e0 produttiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo approccio modifica per\u00f2 il modo in cui viene valutata la professionalit\u00e0 agricola. Alla quantit\u00e0 e alla qualit\u00e0 commerciale dei prodotti si aggiungono la capacit\u00e0 di mantenere la fertilit\u00e0 del suolo, gestire l\u2019acqua, conservare gli habitat e ridurre la vulnerabilit\u00e0 climatica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La letteratura esaminata mostra inoltre che le strategie pi\u00f9 efficaci sono generalmente quelle basate su una combinazione di pratiche. Non esiste una misura unica in grado di garantire contemporaneamente fertilit\u00e0, biodiversit\u00e0, qualit\u00e0 idrica e stabilit\u00e0 produttiva. Le soluzioni devono essere progettate in funzione delle caratteristiche locali e valutate su periodi sufficientemente lunghi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro elemento centrale riguarda la distribuzione delle responsabilit\u00e0. L\u2019agricoltore gestisce direttamente il territorio, ma le sue decisioni vengono influenzate da filiere, mercati, istituti di credito, politiche pubbliche e comportamenti dei consumatori. La transizione verso sistemi agricoli sostenibili non pu\u00f2 quindi dipendere soltanto dalla disponibilit\u00e0 individuale dell\u2019imprenditore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La custodia deve essere interpretata come un patto tra agricoltura e societ\u00e0. L\u2019agricoltore assume impegni concreti nella gestione delle risorse naturali; le istituzioni e gli altri attori economici riconoscono il valore del lavoro ambientale, ne condividono i costi e creano condizioni favorevoli alla sua continuit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">14. Conclusioni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019agricoltore pu\u00f2 essere considerato custode dell\u2019ambiente quando la sua attivit\u00e0 non si limita alla produzione di beni alimentari, ma contribuisce anche alla conservazione delle risorse naturali e alla stabilit\u00e0 del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La custodia comprende la protezione del suolo, la gestione responsabile dell\u2019acqua, la conservazione della biodiversit\u00e0, il mantenimento del paesaggio e l\u2019adattamento al cambiamento climatico. Non si tratta per\u00f2 di una qualit\u00e0 automaticamente associata alla professione agricola. Essa deve essere costruita attraverso conoscenze, mezzi adeguati, incentivi economici, collaborazione e monitoraggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attribuire all\u2019agricoltore una responsabilit\u00e0 ambientale senza riconoscere i costi e i vincoli dell\u2019attivit\u00e0 produttiva sarebbe ingiusto e poco efficace. La tutela dell\u2019ambiente agricolo deve essere sostenuta da politiche stabili, filiere pi\u00f9 equilibrate e strumenti capaci di remunerare i servizi ecosistemici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019agricoltore-custode non \u00e8 quindi il semplice difensore di una natura immobile, n\u00e9 il depositario romantico di un passato rurale. \u00c8 un professionista che governa processi ecologici complessi, assumendo decisioni che incidono sul futuro del suolo, dell\u2019acqua, della biodiversit\u00e0 e delle comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il valore della custodia risiede nella capacit\u00e0 di integrare produzione e conservazione. Coltivare responsabilmente significa non soltanto ottenere un raccolto, ma preservare le condizioni che consentiranno alla terra di continuare a produrre e al territorio di rimanere abitabile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Blanco-Canqui, H., Shaver, T. M., Lindquist, J. L., Shapiro, C. A., Elmore, R. W., Francis, C. A., &amp; Hergert, G. W. (2015). Cover crops and ecosystem services: Insights from studies in temperate soils.&nbsp;<em>Agronomy Journal, 107<\/em>(6), 2449\u20132474.&nbsp;<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.2134\/agronj15.0086\">https:\/\/doi.org\/10.2134\/agronj15.0086<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bullock, J. M., McCracken, M. E., Bowes, M. J., Chapman, R. E., Graves, A. R., Hinsley, S. A., et al. (2021). Does agri-environmental management enhance biodiversity and multiple ecosystem services? A farm-scale experiment.&nbsp;<em>Agriculture, Ecosystems &amp; Environment, 320<\/em>, 107582.&nbsp;<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.agee.2021.107582\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.agee.2021.107582<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cozim-Melges, F., Ripoll-Bosch, R., Veen, G. F., Oggiano, P., Bianchi, F. J. J. A., van der Putten, W. H., &amp; van Zanten, H. H. E. (2024). Farming practices to enhance biodiversity across biomes: A systematic review.&nbsp;<em>npj Biodiversity, 3<\/em>, Article 1.&nbsp;<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/s44185-023-00034-2\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/s44185-023-00034-2<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dessart, F. J., Barreiro-Hurl\u00e9, J., &amp; van Bavel, R. (2019). Behavioural factors affecting the adoption of sustainable farming practices: A policy-oriented review.&nbsp;<em>European Review of Agricultural Economics, 46<\/em>(3), 417\u2013471.&nbsp;<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1093\/erae\/jbz019\">https:\/\/doi.org\/10.1093\/erae\/jbz019<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Garibaldi, L. A., et al. (2013). Wild pollinators enhance fruit set of crops regardless of honey bee abundance.&nbsp;<em>Science, 339<\/em>(6127), 1608\u20131611.&nbsp;<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1126\/science.1230200\">https:\/\/doi.org\/10.1126\/science.1230200<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Klebl, F., Parisi, A., H\u00e4fner, K., Adler, A., Barreiro, S., Bodea, F. V., et al. (2024). How values and perceptions shape farmers\u2019 biodiversity management: Insights from ten European countries.&nbsp;<em>Biological Conservation, 291<\/em>, 110496.&nbsp;<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.biocon.2024.110496\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.biocon.2024.110496<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Maas, B., Fabian, Y., Kross, S. M., &amp; Richter, A. (2021). Divergent farmer and scientist perceptions of agricultural biodiversity, ecosystem services and decision-making.&nbsp;<em>Biological Conservation, 256<\/em>, 109065.&nbsp;<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.biocon.2021.109065\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.biocon.2021.109065<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mills, J., Gaskell, P., Ingram, J., Dwyer, J., Reed, M., &amp; Short, C. (2017). Engaging farmers in environmental management through a better understanding of behaviour.&nbsp;<em>Agriculture and Human Values, 34<\/em>(2), 283\u2013299.&nbsp;<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1007\/s10460-016-9705-4\">https:\/\/doi.org\/10.1007\/s10460-016-9705-4<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pittelkow, C. M., et al. (2015). Productivity limits and potentials of the principles of conservation agriculture.&nbsp;<em>Nature, 517<\/em>, 365\u2013368.&nbsp;<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/nature13809\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/nature13809<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poeplau, C., &amp; Don, A. (2015). Carbon sequestration in agricultural soils via cultivation of cover crops: A meta-analysis.&nbsp;<em>Agriculture, Ecosystems &amp; Environment, 200<\/em>, 33\u201341.&nbsp;<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.agee.2014.10.024\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.agee.2014.10.024<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tamburini, G., Bommarco, R., Wanger, T. C., Kremen, C., van der Heijden, M. G. A., Liebman, M., &amp; Hallin, S. (2020). Agricultural diversification promotes multiple ecosystem services without compromising yield.&nbsp;<em>Science Advances, 6<\/em>(45), eaba1715.&nbsp;<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1126\/sciadv.aba1715\">https:\/\/doi.org\/10.1126\/sciadv.aba1715<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Repubblica Italiana. (2015).&nbsp;<em>Legge 1\u00b0 dicembre 2015, n. 194. Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversit\u00e0 di interesse agricolo e alimentare<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Unione europea. (2021).&nbsp;<em>Regolamento (UE) 2021\/2115 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 2 dicembre 2021, recante norme sul sostegno ai piani strategici della Politica agricola comune<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abstract L\u2019agricoltura intrattiene con l\u2019ambiente una relazione di reciproca dipendenza. Da un lato, la produzione alimentare necessita di suoli fertili,<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/griscioli.org\/?p=67\" class=\"more-link\">Continue reading<span class=\"screen-reader-text\">L\u2019agricoltore come custode dell\u2019ambiente: funzioni ecologiche, responsabilit\u00e0 territoriali e strumenti di politica agricola<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-67","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/griscioli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/griscioli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/griscioli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/griscioli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/griscioli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=67"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/griscioli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75,"href":"https:\/\/griscioli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67\/revisions\/75"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/griscioli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=67"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/griscioli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=67"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/griscioli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=67"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}